Linea vita: installazione, obblighi legali, sicurezza sul lavoro e manutenzione certificata

Linea vita certificata su tetto per sicurezza lavoratori

Considerando la corposa legislazione in materia, alla domanda “perché installare una linea vita?” sarebbe facile rispondere citando la legge, gli obblighi e le responsabilità in capo al Committente, il quale, occorre sottolinearlo, risponde penalmente degli eventuali infortuni provocati o riconducibili alla mancanza o inadeguatezza dei sistemi anti-caduta. In realtà, per quanto sia un’ottima motivazione, ricondurre tutto ai soli aspetti legali potrebbe apparire superficiale poiché in gioco c’è molto più, ovvero la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.

Quando si parla di lavori in quota, ossia, come recita l’art. 107 del D.lgs. 81/2008, “ogni attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta dall’alto da una quota posta ad un’altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile”, non si può prescindere dal dato statistico che ci ricorda come la principale causa di mortalità sul lavoro, sia la caduta dall’alto. Per rispondere alla domanda di cui sopra, la linea vita va installata sia perché lo prevede la legge, sia perché tutela la salute e la sicurezza delle persone.

Cosa serve per installare una linea vita sicura?

Stabilito perché installarla, bisogna definire cosa installare e come farlo. Non bastano certo un cavo attaccato al camino e un moschettone alla cintura: si deve ricorrere ad attrezzature e sistemi sicuri, collaudati e certificati, e farne l’uso per essi previsto. Non è tutto: avere una linea vita a norma e usarla in modo inidoneo, non usarla affatto o averla ma senza tenerla in buono stato di manutenzione, sono tutte condizioni che equivalgono a non averla. Questo non per creare inutili allarmismi, ma per tentare di far leva sul buon senso comune. A chi non è capitato di sentirsi dire frasi quali “faccio tutto in 5 minuti”, “stia tranquillo, sto attento” oppure, un grande classico, “sono 40 anni che vado sui tetti e ho sempre fatto così”.

L’esperienza, l’attenzione e la durata dell’intervento sono variabili importanti, ma insufficienti. Nessuna di queste può giustificare il mancato o improprio uso dei dispositivi di sicurezza, poiché per cadere basta un secondo. Cadono più spesso le persone esperte di quanto lo facciano i neofiti – forse più timorosi e attenti -, e aver fatto un’attività in modo sbagliato per 40 anni non la eleva di rango, semmai dimostra che abbiamo a che fare con una persona non curante della propria e dell’altrui salute. A tutti è capitato di fare scelte un po’ rischiose, per fretta, per mancanza delle attrezzature idonee o per semplice ignoranza. Qui però i rischi sono elevatissimi e certe negligenze potrebbero presentare un conto che nessuno è disposto a pagare.

Operaio in sicurezza su tetto con linea vita e dispositivi di protezione individuale

Cos’è una linea vita?

Posto che l’art. 111 del D.lgs. 81/2008 stabilisce che, ove possibile, devono essere prioritariamente installati dispositivi di protezione collettiva – in questo caso i parapetti – rispetto a quelli di protezione individuale, la linea vita si può definire come un sistema di ancoraggi posti in quota, ai quali gli operatori si agganciano tramite dispositivi di protezione individuale come imbracature, cordini e dissipatori, per evitare cadute dall’alto.

In altre parole, è un sistema composto da più elementi, collaudati e certificati, che deve essere ideato, progettato e installato solidalmente alle strutture portanti dell’edificio, compatibilmente con le caratteristiche fisiche, tecniche, strutturali e dimensionali dello stesso.

La linea vita, diversamente da quanto si potrebbe credere, non è un sistema rigido, poiché, oltre a evitare cadute dall’alto, è progettata per assorbire le forze generate da un corpo in caduta libera, che si potrebbero rivelare molto gravi.

Si distinguono in:

  • Deformabili, quando il sistema attutisce la caduta mediante deformazione programmata dei sostegni;
  • Indeformabili, quando le forze dovute alla caduta sono assorbite da un elemento a molla denominato dissipatore di energia.

Va rimarcato che la linea vita può essere utilizzata solo da personale opportunamente formato, abilitato ai lavori in quota e all’uso di dispositivi anticaduta, che, a loro volta, devono essere certificati e collaudati con cadenza regolare.

Documentazione richiesta

Per essere dichiarata idonea e norma, la linea vita deve sempre essere corredata dei seguenti documenti:

  • Manuale d’uso e manutenzione e certificato di conformità, forniti dal produttore;
  • Relazione di calcolo, di corretto utilizzo e planimetria, fornite dal progettista;
  • Relazione fotografica, fornita dal progettista dietro invio da parte dell’installatore;
  • Certificato della corretta posa o dell’installazione, fornito dall’installatore.

Le linee vita sono soggette a verifica visiva e strumentale, ad opera di personale qualificato e abilitato (ingegnere, architetto o installatore) con cadenza massima biennale, salvo diversa indicazione migliorativa del produttore, nel qual caso i tempi si riducono a quelli indicati nel manuale d’uso e manutenzione.

Le verifiche possono dare esito positivo, positivo con riserva o negativo.

Nel primo caso non occorre fare nulla, nel secondo si tratta di capire quali siano le osservazioni e porvi rimedio, ove possibile, entro la verifica successiva, nel terzo caso viene interdetto l’uso della linea vita fino a rispristino delle condizioni di sicurezza ed esito positivo della nuova verifica.

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