Le enormi quantità di combustibili fossili bruciati immettono ogni secondo nell’atmosfera circa 1.000 tonnellate di anidride carbonica, contribuendo alla formazione di uno strato sempre più spesso di CO₂. Questo strato permette ai raggi solari di penetrare nell’atmosfera terrestre, ma impedisce al calore generato di disperdersi nello spazio: è il cosiddetto effetto serra.
A livello locale, una delle conseguenze più evidenti riguarda il Mar Mediterraneo, che rappresenta una delle aree dove l’aumento delle temperature è più marcato rispetto alla media globale. Anche la nostra Regione risente di questo fenomeno: la Pianura Padana, infatti, per caratteristiche geografiche, presenta livelli di inquinamento particolarmente elevati. In questa zona, oltre il 40% del consumo energetico è legato alla climatizzazione estiva e invernale degli edifici, contribuendo significativamente all’aggravarsi della situazione.
L’Osservatorio clima di ARPAE ha messo a confronto gli anni del boom economico dal 1961 al 1990 con il periodo dal 1991 ai giorni nostri e sono scaturiti dati allarmanti che confermano in pieno l’effetto serra.
Tra i due periodi sopra indicati, la temperatura media dell’Emilia Romagna è salita di 1,1 gradi, con un’accelerazione più accentuata per le temperature massime, cresciute di 1,4 gradi, rispetto alle minime il cui incremento è stato “solo” di 0,8 gradi. L’estate del 2017 è emblematica: il 4 agosto 2017 venne misurata la temperatura record di 42,5 gradi a Brisighella e, sempre nello stesso giorno, furono registrati 40 gradi in trenta località diverse della Regione.
La normativa regionale e il CRITER
Con la riforma Costituzionale del 2001, il tema dell’energia è passato sotto il regime di legislazione concorrente: lo Stato stabilisce i principi generali, mentre le Regioni definiscono nel dettaglio le modalità di attuazione.
In questo contesto, con il Regolamento n. 1 del 2017, la Regione Emilia-Romagna, in linea con la normativa nazionale e comunitaria, ha istituito il
CRITER (Catasto Regionale Impianti Termici Emilia-Romagna). L’obiettivo è quello di registrare e successivamente controllare il sistema degli impianti termici di climatizzazione estiva e invernale presenti sul territorio regionale.
Impianti soggetti alla disciplina regionale
Gli impianti termici soggetti alla disciplina regionale comprendono:
- gli impianti di riscaldamento con potenza superiore a 5 kW;
- gli impianti destinati alla produzione di acqua calda sanitaria, ad eccezione degli scaldabagni che servono una singola unità immobiliare;
- gli impianti di raffrescamento estivo con potenza superiore a 12 kW;
- stufe, caminetti e apparecchi autonomi di riscaldamento installati in modo fisso, qualora la somma delle potenze al focolare, per ciascuna unità immobiliare, sia pari o superiore a 5 kW.
Quali sono le responsabilità?
Il responsabile dell’impianto è l’occupante dell’immobile, che sia proprietario o inquilino. Nel caso di condomini con impianto centralizzato, tale responsabilità spetta all’amministratore. Per gli edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche, il responsabile è il proprietario o il legale rappresentante. Queste figure possono, a loro volta, delegare il ruolo di “terzo responsabile” a un’impresa abilitata.
I compiti del responsabile dell’impianto sono:
- reperimento della documentazione cartacea necessaria: certificati di conformità, certificato prevenzione incendi e autorizzazione INAIL, ecc.
- rispettare i periodi attivazione dell’impianto e le temperature ambientali previste;
- far registrare l’impianto presso il CRITER (il termine per la registrazione è scaduto da tempo);
- far eseguire gli interventi di manutenzione e controllo alle scadenze previste;
- conservare il libretto di impianto e i documenti che certificano i controlli effettuati.
Per le attività di controllo, la Regione si avvale di figure tecniche appositamente formate, chiamate Ispettori CRITER, che hanno la qualifica di agenti accertatori. Se l’ispettore riscontra delle incongruenze, può formulare un’osservazione, una raccomandazione oppure una prescrizione. È importante sottolineare che, in caso di prescrizioni legate a gravi motivi di sicurezza, la Regione ha la facoltà di intervenire direttamente per fermare l’impianto.
Controlli e ispezioni: ecco come
I controlli sugli impianti termici sono di due tipi:
- a) interventi di controllo funzionale e di manutenzione che preservino la prestazione energetica degli apparecchi installati e la loro sicurezza;
- b) controllo di efficienza energetica, obbligatorio per impianti di riscaldamento con potenza termica utile maggiore di 10 kW, impianti di raffrescamento estivo con potenza termica utile maggiore di 12 kW, per gli impianti centralizzati di produzione acqua calda sanitaria di qualunque potenza.
La periodicità dei controlli è stabilita dalle norme regionali e varia in funzione della potenza dell’impianto.
Attenzione: i proprietari e/o i responsabili di impianto inadempienti per il controllo dell’efficienza energetica sono puniti con una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 €.
Il catasto degli impianti consente alla Regione di attivare un sistema di controllo, accertamento e ispezione degli stessi. Le finalità sono di controllare il rispetto delle norme di sicurezza, consentire risparmi nei consumi, individuare le responsabilità nella conduzione: il proprietario per gli impianti singoli, l’amministratore condominiale, o il responsabile dell’impianto o terzo responsabile, qualora nominato, negli impianti centralizzati.
Quello che si è voluto evidenziare, quindi, sono le responsabilità che incombono in capo ai proprietari, agli amministratori, o terzi responsabili: meglio quindi prestare molta attenzione e, nel dubbio, affidarsi a tecnici competenti.





