Storia e futuro dell’auto elettrica, dalle origini alle sfide moderne

Auto elettrica in ricarica

Pochi sanno che le prime automobili erano a propulsione elettrica. Questo tipo di motore permetteva di realizzare veicoli con pochissime parti meccaniche. Nel 1881 fu creata la prima vettura elettrica, che utilizzava un motore a corrente continua brevettato da Thomas Davenport nel 1834. La vettura era dotata di batterie ricaricabili al piombo, inventate da Gaston Planté nel 1859, e sfruttava il sistema di produzione e distribuzione dell’energia elettrica in corrente continua, brevettato da Thomas Edison nel 1880.

La scelta di Charles Jeantaud, noto costruttore di carrozze, non derivava dal risparmio energetico o dalla riduzione dell’inquinamento. Egli preferì la semplicità costruttiva dei veicoli elettrici, poiché questi motori erano meno complessi rispetto a quelli a combustione interna. Non richiedevano cambio, frizione o manovella d’avviamento. L’assenza di questi dispositivi era un vantaggio significativo per la diffusione delle automobili elettriche.

I primi veicoli elettrici sostituirono le carrozze di piazza e i taxi dell’epoca. Alcuni motori elettrici furono proposti per convertire le carrozze esistenti, rendendo i gruppi intercambiabili con l’assale anteriore.

Oggi può sorprendere, ma a quel tempo le auto elettriche erano apprezzate non solo per la semplicità di guida, ma anche per la superiorità delle prestazioni rispetto ai motori a combustione interna disponibili. La prima auto ibrida nacque per sfruttare i vantaggi della trazione elettrica, limitando le penalizzazioni dovute alla scarsa capacità delle batterie.

Diffusione delle auto elettriche negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, l’auto elettrica per uso privato si diffuse rapidamente. La chiave del successo commerciale fu la semplicità d’impiego. Pur riservate a pochi per via del prezzo elevato, le auto elettriche furono presto considerate un mezzo di trasporto più comodo rispetto alle alternative disponibili. Nel 1900 si produssero circa 1.600 auto elettriche su 4.000 auto vendute, mentre in Europa le vendite erano di poche decine.

Un esempio di successo fu la raffinata Rauch & Lang Brougham del 1905, nota anche per essere immortalata da Walt Disney nell’auto di Nonna Papera. Tuttavia, l’auto elettrica iniziò a scomparire quando i clienti accettarono le difficoltà dei motori termici, grazie ai cambi semiautomatici sviluppati da Ford e Oldsmobile. L’introduzione del motorino d’avviamento nel 1916 diede il colpo decisivo.

Negli anni successivi, il progresso tecnologico migliorò notevolmente le prestazioni dei motori a combustione. Le auto elettriche, penalizzate dal peso delle batterie al piombo e dalla scarsa autonomia, divennero marginali. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale si verificò una modesta ripresa, perché i carburanti erano destinati agli impieghi militari e l’energia elettrica prodotta idraulicamente risultava abbondante e inesauribile.

Innovazioni moderne e considerazioni ambientali

Oggi l’auto elettrica è considerata l’unica soluzione ai problemi di inquinamento. Le aziende del settore studiano batterie che garantiscono autonomia e velocità di ricarica comparabili alle auto a combustione interna. Gli Stati stanno potenziando le infrastrutture di ricarica sia in termini di quantità sia di prestazioni. Ora è possibile trovare stazioni di ricarica a corrente continua da 250 a 350 kW, che consentono di caricare dal 20% all’80% (200-300 km di autonomia) in 15-20 minuti, anche in autostrada.

Rimane fondamentale valutare gli investimenti, che devono essere proporzionati ai benefici attesi, misurabili in termini di riduzione dell’inquinamento e del consumo di combustibili fossili. Occorre considerare gli inquinanti tradizionali – ossido di carbonio, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti e polveri – e l’anidride carbonica, responsabile del riscaldamento globale.

Un’ampia diffusione delle auto elettriche contribuirebbe a una riduzione sensibile degli inquinanti tradizionali nelle zone a traffico intenso. Per quanto riguarda combustibili fossili e anidride carbonica, è importante considerare come viene prodotta l’energia elettrica. In Francia il 95% dell’elettricità si produce senza combustibili fossili, mentre in Italia solo il 55%.

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