Limiti dell’intelligenza artificiale, tra rischi e normative

Scrivere un articolo sull’intelligenza artificiale che dimostri i limiti dell’intelligenza artificiale…

Digitando questa semplice istruzione all’Intelligenza Artificiale, è nato un divertente scambio di “punti vista” che sono serviti a dimostrare come l’A.I sia, in realtà, frutto di una serie di istruzioni estremamente complesse, ma anche come tutto dipenda da noi esseri umani. Infatti, digitando nuovamente la stessa frase, l’A.I. ha risposto in modo differente perché aveva già elaborato l’esperienza precedente.

Sono passate poche decine di mesi da quando l’uso dell’intelligenza artificiale è diventato abbastanza consueto, ma già se ne vedono gli effetti nella nostra vita quotidiana.

Riconoscere l’A.I. nella vita quotidiana

Se si presta attenzione, è ancora possibile capire se chi sta rispondendo ad una mail sia realmente una persona oppure se l’incarico sia stato affidato all’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda foto o filmati, invece, la percezione che non siano reali, ma frutto dell’uso dell’intelligenza artificiale deriva dal fatto che, per ora, sia stata spesso usata per creare situazioni oppure dinamiche molto fuori dall’ordinario. Vedendole è ancora facile chiedersi: ma è davvero così, oppure è tutto finto?

Queste considerazioni sono però la punta dell’iceberg, perché dietro all’uso dell’intelligenza artificiale ci sono problematiche molto più delicate, oltre che importanti.

Effetti cognitivi dell’uso continuativo

L’utilizzo continuativo dei supporti offerti dall’intelligenza artificiale porta ad una sorta di atrofizzazione del cervello e questo è stato dimostrato tramite l’EEG (elettroencefalogramma) che ha evidenziato il 55% in meno di connettività mentale, questo perché il cervello è come un muscolo: meno si usa, meno rende.

Chi scrive testi con l’A.I. rischia di perdere capacità di memorizzazione. Le aree dell’ippocampo non si attivano e spesso il contenuto del testo viene dimenticato. Inoltre, il cervello non riconosce come proprie le informazioni generate dall’A.I., influenzando l’autostima.

LEGGI ANCHE: Intelligenza artificiale e amministratori di condominio, tra obblighi e responsabilità

Dipendenza e standardizzazione del pensiero

L’uso intenso dell’intelligenza artificiale può creare dipendenza. Anche interrompendone l’uso, il cervello continua a utilizzare frasi tipiche dell’A.I., portando a una regressione delle capacità cognitive. Si osserva inoltre una standardizzazione del pensiero: le stesse espressioni verbali diventano comuni, riducendo la capacità di valutazione individuale.

Normativa e livelli di rischio

Proprio in virtù di queste evidenze scientifiche, nel 2024 è stato deliberata un’importante regolamentazione normativa (denominata IA Act) finalizzata a definire ed evidenziare i quattro livelli di rischio legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale.

  • Rischio minimo: funzioni basilari per elettrodomestici, smartphone e automobili (es. Siri, Alexa, Mercedes)
  • Rischio limitato: interazioni che possono far credere di parlare con un essere umano
  • Rischio elevato: gestione di banche, ospedali e scuole con impatto sociale
  • Rischio inaccettabile: situazioni che minacciano la vita umana

È evidente che questa normativa miri a regimentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma è altrettanto evidente che i rischi connessi ad un abuso delle capacità dell’intelligenza artificiale, magari attuati solo per fini commerciali, possano creare situazioni critiche se non continuamente monitorate.

Quanto incidono le Intelligenze Artificiali sull’ambiente?

L’uso crescente dell’intelligenza artificiale comporta un impatto significativo sull’ambiente. I principali fattori riguardano il consumo di energia, l’inquinamento e il depauperamento delle riserve idriche.

Per funzionare, l’intelligenza artificiale richiede potenti “stazioni di calcolo”. Queste macchine consumano grandi quantità di energia elettrica. Spesso l’energia non proviene da fonti rinnovabili, ma da centrali a gas o gasolio, con conseguente inquinamento dell’aria. Inoltre, sono necessarie enormi quantità d’acqua per il raffreddamento dei sistemi.

Per soddisfare la crescente domanda di capacità di calcolo, si stanno sviluppando piani che prevedono l’uso del calore generato dalle centrali per riscaldare gli edifici, creando una sorta di moderno teleriscaldamento. Contemporaneamente, si punta ad aumentare la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

Rimane aperta la domanda se l’intelligenza artificiale stessa venga utilizzata per ottimizzare questa transizione energetica, accelerando i tempi e riducendo l’impatto ambientale complessivo.

Vuoi saperne di più?
Contattaci per una consulenza personalizzata

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy:
Torna in alto