Abbiamo incontrato Sabrina Bianchi, counselor ad approccio corporeo integrato, per approfondire cos’è davvero il counseling, a chi può servire e in che modo può aiutare le persone a ritrovare fiducia, equilibrio e consapevolezza di sé. Un dialogo sincero in cui Sabrina racconta la sua esperienza personale e professionale, spiegando come il counseling possa diventare un sostegno concreto nei momenti di difficoltà e trasformazione.
Redazione – Cos’è il counseling e a chi può servire?
Sabrina Bianchi – Il counseling è uno spazio di ascolto e dialogo che aiuta a fare chiarezza in momenti di difficoltà, confusione o cambiamento. Non è una terapia, ma un accompagnamento per riscoprire le proprie risorse e ritrovare equilibrio. Può servire a chi vive un periodo di stress, confusione, cambiamento o fatica emotiva. Serve a chi sente il bisogno di comprendersi meglio, di affrontare una scelta importante, di migliorare le proprie relazioni.
È un sostegno concreto per chi desidera smettere di sentirsi solo con i propri pensieri e iniziare a guardarsi con più comprensione e fiducia.
Redazione – Come si arriva a decidere di diventare Conselour?
Sabrina Bianchi – Prima di tutto, perché ne ho avuto bisogno io per prima. C’è stato un tempo in cui mi sentivo senza valore, senza speranza, pur avendo motivi oggettivi per vivere bene. Ho vissuto anni di disistima profonda e difficoltà relazionali importanti, tanto da arrivare a pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato in me, quasi fossi “patologica”.
Poi ho incontrato professionisti capaci, appassionati, che mi hanno aiutato a guardarmi con occhi nuovi, accompagnandomi nel riconoscere le mie qualità, i miei talenti, il mio potenziale. Iniziai a definirmi “un pacchettino meraviglioso di pregi e difetti”. È stato un passaggio fondamentale: ho iniziato a prendermi la responsabilità della mia vita, scegliendo di fare un percorcorso formativo importante e strutturato che mi ha portato, gradualmente, ad essere oggi una professionista affermata.
Redazione – Come funziona un percorso di counseling?
Sabrina Bianchi – Un percorso di counseling è prima di tutto uno spazio in cui potersi sentire accolti, ascoltati e mai giudicati. In ogni incontro si ha la possibilità di dare voce a ciò che si vive interiormente, anche a quelle emozioni e pensieri che si sono tenuti dentro per troppo tempo. Il counselor accompagna con rispetto e presenza, aiutando a fare chiarezza, a riconoscere i propri bisogni profondi e a riscoprire risorse che sembravano perdute.
Ogni percorso è personale: può durare pochi incontri o proseguire nel tempo, sempre nel rispetto del ritmo e delle necessità di chi lo intraprende.
Redazione – In che modo si lavora anche con il corpo?
Sabrina Bianchi – Il corpo, proprio come la mente, conserva ricordi ed emozioni. Senza coinvolgere anche il corpo nel percorso di crescita, il lavoro rischia di rimanere incompleto. Mi capita di incontrare persone che, pur avendo fatto anni di percorsi interiori, si ritrovano a provare gli stessi disagi di un tempo. Questo succede perché il corpo ha un suo linguaggio e una sua memoria: trattiene emozioni non espresse, tensioni, esperienze non elaborate. Quando corpo e mente si allineano, il cambiamento può diventare davvero profondo e duraturo.
Redazione – C’è un ambito in cui, come Counselour, si sente più utile?
Sabrina Bianchi – Grazie all’esperienza personale che ho vissuto, mi sento particolarmente vicina a chi si sente bloccato, demoralizzato o con poca fiducia in sé. A chi non riesce a vedere il proprio valore e vive guardandosi solo attraverso filtri di giudizio, aspettative esterne o credenze limitanti.
Per me è stato fondamentale imparare a riconoscere le mie dinamiche interiori, osservarle senza giudicarle, e trasformarle in risorse. E proprio perché ho attraversato questo processo in prima persona, oggi posso accompagnare con autenticità chi sta vivendo qualcosa di simile; se è vero che non si può accompagnare qualcuno dove non si è mai stati, questo è senza dubbio il terreno in cui mi sento più sicura e presente.
Redazione – Oltre agli incontri individuali ci possono essere dinamiche di gruppo?
Sabrina Bianchi – Sì e tutte hanno l’obiettivo di aiutare le persone a entrare in contatto profondo con sé stesse, perché la consapevolezza è sempre il primo passo verso il cambiamento ed il benessere. Ci sono gruppi basati sul lavoro corporeo, come ad esempio il Gruppo di Shaking o lo Stretching Integrato dei meridiani energetici. Parliamo, ad esempio, di come funzionano le emozioni, di cosa sono le convinzioni limitanti e da dove nascono, parliamo delle maschere che portiamo, del conflitto interiore e di molti altri temi; spesso in questi gruppi l’esclamazione più comune è “Ah, ecco perché…”, e questa nuova consapevolezza di sé apre la strada al cambiamento.
Redazione – Cosa si può dire a chi sente che qualcosa non va, ma non riesce a chiedere aiuto?
Sabrina Bianchi – Direi che è comprensibile. Quando si sta male, anche solo parlarne può sembrare troppo. Ma non serve avere tutto chiaro o sentirsi “pronti”. Basta un piccolo passo. Il counseling è uno spazio dove portare se stessi per come si è, anche con i dubbi, la stanchezza o le paure. Spesso è proprio da lì che inizia qualcosa di buono: quando si smette di fare finta che vada tutto bene e si inizia ad ascoltarsi, davvero.
Contatti:
Sabrina Bianchi
Counselor ad approccio corporeo integrato
Via Roberto Vighi 72 – IMOLA
Tel. 389/3405907
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