Geotermia in condominio: cosa cambia con la nuova PAS fino a 500 kW

Impianto geotermico a bassa entalpia in un condominio con sonde nel sottosuolo

Con l’ampliamento della procedura abilitativa semplificata, anche i grandi condomìni possono guardare a questi impianti con maggiore concretezza

Geotermia condominio e PAS: le novità del decreto 2 aprile 2026

Con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 2 aprile 2026 si è attuata l’estensione della procedura abilitativa semplificata agli impianti geotermici a bassa entalpia di dimensioni ben più rilevanti rispetto al passato. La soglia di accesso alla PAS viene infatti innalzata fino a 500 kW di potenza, con sonde che possono raggiungere i 250 metri di profondità, superando il precedente limite di 100 kW.

La novità è di rilievo perché corregge una sproporzione che, di fatto, penalizzava proprio gli edifici collettivi più grandi, cioè quelli in cui la geotermia avrebbe potuto esprimere una maggiore utilità in termini di efficienza energetica e contenimento dei consumi.

Il decreto si muove lungo una linea precisa: semplificare le procedure quando l’intervento, pur tecnologicamente avanzato, non determina trasformazioni urbanistico-edilizie incompatibili con un regime alleggerito. Non si tratta, dunque, di una liberalizzazione indiscriminata, ma di una rimodulazione delle soglie e degli adempimenti secondo un criterio di proporzionalità. Resta infatti ferma la distinzione tra interventi di minore entità, che possono ricadere nell’edilizia libera, impianti soggetti a PAS e opere che, per caratteristiche dimensionali o impatto sul territorio, continuano a richiedere procedimenti più complessi.

Per i grandi condomìni si rende finalmente compatibile l’interesse per la geotermia con un percorso autorizzativo più prevedibile e più gestibile.

Cosa cambia per i condomìni?

Con la PAS estesa il quadro diventa più leggibile e la fattibilità dell’intervento aumenta in modo sensibile. Questo non significa, però, che ogni progetto geotermico possa essere automaticamente incanalato nella via semplificata.

Il decreto mantiene alcuni limiti precisi: la semplificazione riguarda gli impianti a servizio di edifici esistenti e non opera quando l’intervento comporti modifiche della destinazione d’uso, incida sulle strutture, alteri i parametri urbanistici oppure aumenti il numero delle unità immobiliari.

La procedura più snella è ammessa quando l’opera resta compatibile con l’assetto edilizio dell’immobile e non si traduce in una trasformazione sostanziale del fabbricato. Per i condomìni, quindi, il vantaggio sta in una maggiore accessibilità amministrativa, ma sempre all’interno di un perimetro tecnico e giuridico che va verificato con attenzione.

Amministratore di condominio e impianti geotermici: ruolo e responsabilità

La semplificazione introdotta dal decreto non riduce il bisogno di una regia attenta. L’amministratore è la figura chiamata a costruire un percorso ordinato: raccogliere la documentazione tecnica preliminare, comprendere se l’intervento rientri davvero nel perimetro della PAS, informare correttamente i condomini e portare in assemblea una proposta che sia chiara sotto il profilo economico, tecnico e giuridico. In un intervento che coinvolge il sottosuolo e, quindi, parti comuni dell’edificio, la funzione dell’amministratore diventa quella di raccordo tra professionisti, assemblea e interessi collettivi.

Non più soltanto gestione ordinaria, dunque, ma accompagnamento del condominio nelle scelte di innovazione. La vera sfida professionale sarà proprio questa: trasformare una novità normativa in una decisione consapevole e ben istruita, evitando sia l’inerzia sia l’improvvisazione.

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