La direttiva europea Case Green introduce un nuovo indicatore ambientale nell’attestato di prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione
La prestazione energetica di un edificio non dipenderà più soltanto dall’energia necessaria per riscaldarlo, raffrescarlo o alimentarne gli impianti. Con la direttiva (UE) 2024/1275, conosciuta come Direttiva Case Green, l’Unione europea introduce un ulteriore parametro destinato ad affiancare quelli già presenti nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
Si tratta del Global Warming Potential (GWP), un indicatore che misura il contributo dell’edificio alle emissioni di gas serra durante l’intero ciclo di vita, dalla produzione dei materiali utilizzati per costruirlo fino alla sua eventuale demolizione.
Una novità che riguarda direttamente anche i nuovi fabbricati condominiali e che, pur non introducendo specifici adempimenti a carico degli amministratori, potrà assumere rilievo nella gestione della documentazione tecnica dell’edificio e nelle informazioni messe a disposizione dei proprietari.
GWP nell’APE dei nuovi edifici: le scadenze del 2028 e del 2030
L’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva europea individua due scadenze per l’introduzione del nuovo indicatore nell’attestato di prestazione energetica.
- Dal 1° gennaio 2028, il GWP dovrà essere calcolato e riportato nell’APE degli edifici di nuova costruzione con una superficie coperta utile superiore a 1.000 metri quadrati. La soglia riguarda l’intero fabbricato, non la superficie delle singole unità immobiliari.
- Dal 1° gennaio 2030, l’obbligo sarà esteso a tutti gli edifici di nuova costruzione, indipendentemente dalle loro dimensioni.
Gli Stati membri potranno prevedere alcune esclusioni per gli edifici la cui domanda di titolo edilizio, o domanda equivalente, sia stata presentata prima delle rispettive scadenze.
Occorre inoltre precisare che le disposizioni europee richiedono l’adeguamento della normativa nazionale. Le date indicate costituiscono quindi le scadenze fissate dalla direttiva agli Stati membri, mentre le modalità applicative nei confronti dei soggetti interessati dovranno essere definite nell’ordinamento italiano.
GWP e APE tradizionale: quali sono le differenze?
L’attestato continuerà a rappresentare la prestazione energetica dell’immobile, ma sarà affiancato da un’informazione ulteriore, relativa alle emissioni associate alla costruzione e all’utilizzo dell’edificio.
Il GWP considera, infatti, sia le emissioni incorporate nei materiali e nei processi costruttivi, comprese quelle relative alla manutenzione, alla sostituzione dei componenti e al fine vita, sia quelle operative connesse all’energia utilizzata.
La classe energetica continuerà dunque ad avere una propria funzione e non sarà sostituita dal nuovo parametro ambientale.
Direttiva Case Green e GWP: cosa cambia per l’amministratore di condominio?
Il nuovo indicatore non introduce automaticamente ulteriori responsabilità per l’amministratore di condominio. La direttiva si rivolge principalmente agli Stati membri e, attraverso le norme di recepimento, interesserà i soggetti coinvolti nella progettazione, costruzione e certificazione dei nuovi edifici. Tuttavia, la presenza del GWP nella documentazione energetica potrà assumere un interesse anche nella gestione dei fabbricati condominiali di nuova realizzazione.
Un primo aspetto riguarda la conservazione e l’organizzazione della documentazione tecnica. Nella fase di consegna di un nuovo edificio condominiale, l’amministratore acquisisce e gestisce documenti relativi agli impianti comuni, alle caratteristiche del fabbricato e alle informazioni necessarie alla sua corretta amministrazione.
In questo contesto, la disponibilità dei dati ambientali e delle certificazioni energetiche pertinenti potrà contribuire a rendere più completo il quadro informativo dell’immobile.
È importante, però, distinguere la corretta gestione documentale da un obbligo generalizzato di acquisire o verificare il GWP di ogni unità immobiliare. Un simile adempimento non deriva direttamente dall’articolo 7 della direttiva.
Un secondo profilo riguarda i rapporti con i proprietari. Le informazioni sulla prestazione energetica e sull’impatto ambientale dell’edificio possono diventare elementi utili per comprendere le caratteristiche costruttive del fabbricato, soprattutto quando si tratta di immobili di recente realizzazione.
Per l’amministratore, ciò potrà tradursi nell’esigenza di conoscere il significato del nuovo indicatore, così da distinguere correttamente i dati energetici da quelli relativi all’impatto climatico, senza sostituirsi ai professionisti competenti per la certificazione.
GWP degli edifici: perché è utile per chi acquista un appartamento?
Il nuovo indicatore potrà assumere rilievo anche sul piano della trasparenza delle informazioni fornite agli acquirenti.
Due appartamenti appartenenti a edifici con la medesima classe energetica, infatti, potranno presentare valori differenti di GWP. Questo perché il nuovo parametro non considera soltanto l’energia utilizzata durante il funzionamento dell’edificio, ma anche le emissioni associate ai materiali e ai processi costruttivi.
Per chi acquista un appartamento in un condominio di nuova costruzione, la conoscenza di questo dato potrà quindi costituire un ulteriore elemento di valutazione delle caratteristiche ambientali dell’immobile. Non bisogna neppure confondere il nuovo indicatore con una garanzia sul valore economico dell’appartamento. La direttiva non stabilisce alcun aumento automatico del valore di mercato per gli immobili con GWP più basso, né prevede che un valore elevato imponga, di per sé, interventi correttivi sugli edifici già costruiti.





